mercoledì 11 febbraio 2015

IL RISTORANTE VEGANO NON UCCIDE GLI SCARAFAGGI: "MEGLIO PAGARE LE MULTE". CLIENTI IN FUGA

Il proprietario di un ristorante vegano si rifiuta di chiamare la disinfestazione per gli scarafaggi che avevano infestato il suo locale ed è costretto a pagare una pesante multa.

Il Kingsland Restaurant
 
È accaduto a Canberra, in Australia. Gli scarafaggi avevano invaso la cucina del Kingsland Restaurant, ma Khanh Hoang, vegano convintissimo, non vuole far del male ad alcun animale. Purtroppo, questo gli è costato una multa da parte di alcuni ispettori sanitari che, notando sporco ovunque e il proliferare degli scarafaggi, non hanno potuto far altro che notificargli di aver violato ben dodici norme di igiene. E Khanh, che preferisce pagare la multa e perdere clienti, ha già dovuto sborsare 16 mila dollari australiani, quasi 11 mila euro. Lo riporta il Canberra Times.

www.leggo.it

mercoledì 4 febbraio 2015

PERSEGUITATA DAL FANTASMA CHE PUZZA DI PESCE: "CON ME SEMPRE NEI BRUTTI MOMENTI"

Perseguitata da un fantasma che odora di pesce. Laura Dickson è una donna di 27 anni che sostiene di essere in contatto con un fantasma che emette odore di pesce quando sta per succedere qualcosa di brutto. 
Laura Dickson
 Sin da piccola la donna, come riporta al Mirror, ha iniziato a percepire questo strano odore e sempre in situazioni in cui si verificavano situazioni tristi o sgradevoli. Inizialmente non aveva dato peso ai segnali, ma con il tempo ha imparato a capirli. Solo qualche anno fa il fantasma si è mostrato ai suoi occhi, in una foto scattata in prossimita di una chiesa fatta durante una gita.

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martedì 3 febbraio 2015

Gioco erotico nella doccia scivola e si impicca con la catena

Un 55enne trovato morto dalla madre. Sul pc trovato un video bondage dell’uomo

PADOVA Sarebbe stato un gioco erotico a uccidere il 55enne trovato morto in doccia dalla madre nei giorni scorsi. Sul caso stanno indagando i carabinieri e il pm Maria Ignazia D’Arpa, che ha disposto l’esame esterno sul corpo dell’uomo, residente in un paese del Piovese. A svelare il retroscena è stata l’analisi del computer portatile dell’uomo da parte dei militari dell’Arma: visionando gli ultimi file salvati dal 55enne, i carabinieri si sono accorti di un filmato registrato pochi minuti prima della morte in cui si vede l’uomo praticare su sé stesso il bondage, una pratica sessuale basata su costrizioni fisiche realizzate con legature, bavagli, per poi metterle in rete in una sorta di gioco sadico via web.
Con una corda il 55enne si era legato pancia, collo e genitali. Poi aveva cambiato ambientazione e si era spostato in doccia. Lì si era messo una catena al collo: all’improvviso però aveva perso l’equilibrio, complice anche il bagnato per terra all’interno del box, e la corda era rimasta impigliata nell’asta della doccia. Pochi terribili istanti in cui l’uomo non è più riuscito ad alzarsi e che gli sono costati la vita. A scoprire cosa fosse successo è stata l’anziana madre, preoccupata dal silenzio che veniva dal bagno in cui si era rinchiuso il figlio.

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"Eto'o non si allena? Io lavoro come un negro". Clamorosa gaffe a Sky


Una pioggia di insulti per Alessandro Bonan. Il conduttore di Sky Sport, durante la trasmissione Speciale Calciomercato, ha commesso una clamorosa gaffe.
Infatti, in diretta televisiva, il giornalista, parlando del litigio tra Samuel Eto'o e l'allenatore della Sampdoria Sinisa Mihajlovic, ha detto: "Uno vede Eto'o che non si allena e si dice: ma come? Io lavoro come un negro!". Bonan si è accorto subito della frase inopportuna: "Chiedo scusa per quello che ho detto, non sono razzista. Chi mi conosce sa che è lontano da me...", ha provato a correggere. Ma il popolo di Twitter si è scatenato contro di lui.


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venerdì 30 gennaio 2015

49enne si mette all'asta su Ebay: "Usata ma in buone condizioni"

Lois Curtis ha deciso di mettersi in vendita su Ebay. E, per conquistare i possibili acquirenti, ha scritto "usata ma in buone condizioni".
Il sogno di Luis era quello di trovare "un robusto splendido ragazzo greco" per potersi trasferire in Grecia. Il tutto grazie a una semplice offerta superiore alle 205 sterline.
Al Daily Mail ha confessato: "Voglio andare a vivere in Grecia. È sempre stato un sogno. Quindi un mio amico che vive lì mi ha suggerito di mettermi in vendita su Ebay in modo da poter condividere l'annuncio con tutti i suoi amici greci. Ho avuto un'offerta dall'Australia e una dal Porto Rico, che sono andate oltre le 200 sterline, e questo mi ha lusingata, ma poi ho tolto l'annuncio perché non mi aveva contattato nessuno dalla Grecia".

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giovedì 29 gennaio 2015

Nizza, un bambino di 8 anni accusato di apologia di terrorismo


Tra paura e psicosi, il passo è breve. Anzi, brevissimo. "Mi sento dalla parte dei terroristi jihadisti", aveva detto in classe.
Una frase che è bastata a un bambino francese di soli 8 anni, nel clima terrore innescato dalle stragi che hanno coinvolto la Francia, per venire interrogato dalla polizia per apologia di terrorismo. A denunciare il piccolo è stata la direzione della scuola, nel centro di Nizza, sulla Costa Azzurra. L'avvocato della sua famiglia, Sefen Guez Guez, ha manifestato stupore e irritazione: "Siamo di fronte a un'isteria collettiva - ha protestato - il mio cliente ha 8 anni! Non si rende conto della portata delle sue frasi. Non ha senso".
 Il piccolo Ahmed, il cui nome svela radici familiare musulmane, frequenta la terza elementare. All'indomani della strage nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha risposto così - secondo il legale - a chi gli chiedeva di dire Je suis Charlie"Sono dalla parte dei terroristi, perché sono contro chi fa le caricature del profeta Maometto." I genitori, immediatamente avvertiti, gli hanno peraltro "spiegato che si trattava davvero di terrorismo, aggiungendo tutti i motivi per cui si doveva ovviamente stare dalla parte delle vittime a Charlie Hebdo".
Ma il chiarimento non è bastato. Mentre sembrava che tutto si fosse risolto, il 21 gennaio scorso il direttore della scuola ha deciso di inoltrare una querela per apologia di terrorismo contro Ahmed e per "intrusione" da parte di suo padre. Il genitore, in effetti, notando che suo figlio era scosso ed emarginato dal resto dei compagni dopo quella frase, lo ha accompagnato per tre volte fin nel cortile di ricreazione, dove i genitori non sono ammessi e dal quale è stato invitato ogni volta ad uscire. Secondo fonti della polizia, nella denuncia si dice che il piccolo Ahmed avrebbe pronunciato anche le frasi: "bisogna uccidere i francesi" e "i giornalisti se la sono cercata". Inoltre, avrebbe rifiutato di rispettare il minuto di silenzio in memoria delle vittime. Il piccolo, nell'interrogatorio, pare abbia però sottolineato di non essersi reso conto della gravità delle sue affermazioni. Mentre il padre, ha precisato la fonte investigativa, "ha manifestato rammarico per le frasi del figlio".

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mercoledì 28 gennaio 2015

'Scappano' da Auschwitz. Fermati dalla polizia

Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, e David Parenzo, inviato di Matrix, e tre componenti della troupe sono stati fermati questa notte ad Auschwitz per diverse ore. I cinque, dopo un collegamento in diretta da Auschwitz, si sono trovati bloccati all'interno del campo e non ricevendo alcun aiuto hanno aperto una finestra. Scattato l'allarme, sono stati fermati dalla polizia criminale polacca, e poi rilasciati grazie all'intervento delle autorità diplomatiche.

pacifici

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domenica 10 luglio 2011

Bari, bambina vive con un cane per anni. Ma il pm archivio il caso

È cresciuta con un cane e si comportava come lui, mangiando in una ciotola. È la storia di una bambina di nove anni, di Bari, raccontata dall'edizione locale di Repubblica. Secondo quanto riportato dai due quotidiani, il pm della Procura della repubblica del capoluogo pugliese, Angela Morea, ha richiesto l'archiviazione dell'inchiesta aperta nel 2009. "La piccola adesso ha nove anni vive in una casa famiglia, ma non sa ancora parlare. Si esprime a gesti". Per questo motivo sarebbe stata decisa l'archiviazione.
NIENTE PROVE - "Mancano le prove - continua il quotidiano - e di conseguenza i capi di imputazione e gli indagati. La storia risale a un anno e mezzo fa. Il 21 ottobre 2009 i genitori della piccola, che allora aveva solo sette anni, lanciano l'allarme. Non trovano più la figlia, non sanno che fine abbia fatto, pensano sia scappata". Chiamano il 112 e il 113 - si legge ancora - ma non sanno descrivere la bimba, nè ricordano che vestiti indossi. Poliziotti e carabinieri così cercano ovunque la piccola finchè non la trovano addormentata in un armadio: gambe appoggiate su una mensola e viso sul petto accanto a un cane. Attorno ci sono escrementi, avanzi di rifiuti, materassi senza lenzuola e sporchi".
La famiglia abitava in un piccolo appartamento del quartiere Carrassi, al centro della città. I genitori hanno entrambi problemi (padre invalido civile e disoccupato, madre problemi psichici) e sociali (anche se la donna ha una piccola pensione) e risultavano morosi nel pagamento della corrente. "La famiglia - si legge ancora su Repubblica - è già affidata ai servizi sociali e a quelli di igiene mentale, ma si è da poco trasferita in un nuovo appartamento", si specifica nell'articolo. "Gli assistenti sociali fanno visita loro ogni quindici giorni, la bambina è seguita con un programma specifico a scuola, eppure la situazione è ugualmente drammatica. Da allora la piccola è stata tolta ai genitori. È stata prima ricoverata al reparto malattie infettive dell'ospedale Giovanni XXIII e poi affidata in cura ad una casa famiglia dove si trova attualmente.
Un anno e mezzo fa non sapeva parlare. Si comportava come un cane: abbaiava e mangiava da una ciotola per terra. Faceva praticamente quello che faceva il suo fedele cagnolino, sempre con lei. Nessuno le aveva insegnato a parlare nè a mangiare con forchetta e cucchiaio». "Ora però sta meglio. È seguita dagli assistenti sociali, va a scuola, mangia a tavola. Ma non riesce ancora ad articolare le parole. La bambina, secondo le indagini portate avanti dalla procura di Bari, avrebbe subito anche violenze sessuali. Non c'è modo però di dimostrarlo. Lei mima quei gesti e capisce i riferimenti sessuali, ma mancano lesioni sul corpo che possano provare quelle violenze. E manca soprattutto la testimonianza perchè la piccola non riesce a raccontare. Anche solo contestare il reato di abbandono di minori, a due genitori in cura al Servizio di igiene mentale, è praticamente impossibile. E così il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, Angela Morea, ha deciso di archiviare. Negli scorsi giorni ha depositato la richiesta al giudice per le indagini preliminari, a quale spetta comunque l'ultima parola", conclude.

http://affaritaliani.libero.it/

mercoledì 26 gennaio 2011

Canna Cola, la bevanda al gusto di marijuana

In California saranno presto lanciati dei succhi che contengono il componente psicoattivo dell’”erba”, il THC.
Un imprenditore della california ha intenzione di commercializzare una linea di prodotti alla marijuana. Si chiama Clay Butler e dice di avere in programma la produzione e la vendita di barattoli di una bevanda che contiene il componente psicoattivo della marijuana, il THC.
BEVANDE CON PRESCRIZIONE - Di bevande del genere se ne vedono già talvolta in giro, ma Butler punta a farne un prodotto di successo. Oltre alla bevanda ammiraglia, la Canna Cola, l’imprenditore produrrà anche una bevanda al limone, Sour Diesel, una al sapore di uva, Grape Ape, una all’arancia, Orange Kush. Complessivamente sei prodotti diversi, tutti arricchiti dal THC. I nomi sono simili a quelli di altre popolari bevande analcoliche. Una lattina da 33 cl costerà dai 10 ai 15 dollari. Butler, che è originario di Sequel, ha fatto sapere di non drogarsi e di non aver bisogni di marijuana a scopo terapeutico. La Canna Cola sarà disponibile nelle farmacie che vendono “erba” per le persone munite di prescrizione per il consumo. In California l’uso di marijuana per scopi medici è consentito da ben 15 anni. Le sensazioni piacevoli, fa sapere l’imprenditore, sono garantite.

http://www.giornalettismo.com

domenica 23 gennaio 2011

Auckland, donna resta paralizzata dopo un succhiotto sul collo

Lo sanno tutti che l’amore può far male. C’è addirittura il rischio di rimanere paralizzati per una coccola un pò troppo appassionata. È il caso di una donna della Nuova Zelanda colpita da un piccolo ictus dopo un incontro romantico andato male. Secondo quanto riportato dalla rivista New Zealand Medical Journal, è il primo caso di questo genere.
La donna, 44 anni, è rimasta parzialmente paralizzata dopo aver subito un ictus, causato da un succhiotto sul collo che il partner le ha dato in un momento di passione. La vittima è stata ricoverata subito in un ospedale di Auckland dopo aver capito di aver perso la capacità di muovere il braccio sinistro. All’inizio i medici non capivano il perchè fosse sorto l’ictus. Poi hanno notato un piccolo livido sul lato destro del collo, dovuto appunto a un succhiotto.
Sotto il livido i medici hanno infatti trovato la causa dell’ictus: un piccolo grumo di sangue che si è formato a seguito di quel ‘morsò d’amore. Il coagulo ha poi raggiunto il cuore della donna provocando un ictus. La donna non si è accorta di nulla, tant’è che è rimasta seduta a guardare la televisione.
"Per quello che so è la prima volta che qualcuno viene ricoverato in ospedale per un succhiotto", ha detto Teddy Wu, il medico che ha curato la donna presso il Middlemore Hospital di Auckland. "A causa del trauma fisico della suzione - ha spiegato - c’era un bel livido all’interno dell’arteria. Il coagulo è andato nel cuore della donna e ha provocato un piccolo ictus che ha portato alla perdita del movimento. Abbiamo guardato la letteratura scientifica e esempi di succhiotto che hanno causato una cosa del genere non erano mai stati descritti prima".
La donna è stata trattata con una anticoagulante che ha eliminato il coagulo quasi del tutto entro una settimana.

http://qn.quotidiano.net

venerdì 21 gennaio 2011

Peli pubici nel panino

I
n fondo non è niente di nuovo. E' una di quelle storielle che la gente ama definire "leggende metropolitane". Lo sanno tutti: mai fare arrabbiare il cameriere o il cuoco del ristorante, perché in cucina potrebbero vendicarsi con metodi "ripugnanti" tramite le nostre portate. Un poliziotto del New Jersey, invece, ha fatto andare su tutte le furie un cuoco di un ristorante newyorkese: nell'adempimento delle sue mansioni, ha fermato l'uomo per una violazione del codice stradale. Tutto tranquillo, sembrava tutto risolto. Qualche tempo dopo, però, l'agente si è recato a cena nel ristorante del cuoco. Che evidentemente non ci ha messo troppo tempo per riconoscerlo, riscoprendo quel desiderio di vendetta che covava da un po'.
Mentre preparava il panino ordinato dal poliziotto, l'idea disgustosa: mettere dei peli pubici e del petto tra il pane e l'insalata. Il poliziotto ha scoperto la rivoltante vendetta e ha sporto denuncia nei confronti del cuoco, che in tribunale si è dichiarato colpevole di aggressione aggravata e vendetta. Risultato: quindici giorni di carcere, da scontare durante i fine settimana, e due anni di condizionale. "La vendetta è un piatto che va servito freddo", dice il proverbio. Ma non sono chiari gli ingredienti.



http://www.libero-news.it/

Ebbe un ictus, niente più ricoveri

Varese,chiede cure solo casa:ok giudice

Niente ricovero in ospedale, neanche in caso di necessità. Soltanto cure casalinghe. Questa è stata la volontà espressa da una donna settantenne di Varese. E il tribunale ha detto sì alla sua richiesta, avallando di fatto, in questo caso, il diritto di non farsi curare. La donna è stata colpita in passato da un ictus e teme che un secondo ictus le tolga la facoltà di intendere e di volere.
Insomma, anche se il testamento biologico ancora non è legge, i giudici di Varese decidono ugualmente che la libertà di non farsi curare può, "per legge", essere applicata, come racconta il "Giornale". La donna in realtà potrà farsi curare, ma solo con terapie che si possono fare a casa sua. Di ospedali non ne vuole più sapere. La settantenne, vedova, ha ottenuto questa garanzia grazie al decreto firmato dal tribunale di Varese.

La donna può nominare un amico di famiglia a proprio tutore: questa persona curerà i suoi interessi se diventerà incapace di itendere e di volere e potrà fermare eventuali ricoveri in ospedali o accanimenti terapeutici.

"Ho avuto un ictus tempo fa - dice la donna - e temo che possa venirmi di nuovo, cosicché rimarrei incapace di intendere e di volere". Ecco dunque la decisione di nominare un tutore che garantisca il rispetto delle sue volontà. La donna dichiara di voler rimanere viva finché possibile, perché è cattolica, ma soltanto a casa sua.

Il giudice prima ha accertato che la donna oggi è in grado di intendere e di volere e poi ha emesso il decreto accogliendo la richiesta. Ecco la motivazione, destinata a far discutere. "Il nuovo trend giurisprudenziale sconfessa, in via definitiva, la concezione paternalistica della scienza poiché vengono ad essere rivisitata le fondamenta su cui poggiava il rapporto tra medico e paziente. La persona, e non più la vita, diventa il perno attorno a cui ruota la medicina".

http://www.tgcom.mediaset.it

giovedì 20 gennaio 2011

In Svizzera i dipendenti della Posta faranno anche le pulizie

La Posta svizzera, un mito di precisione e affidabilità, continua a funzionare molto bene, ma deve fare comunque i conti con necessità di risparmio. La posta elettronica riduce le attività della posta tradizionale e d'altronde la geografia elvetica è fatta anche di valli e montagne, dove le sedi postali hanno dimensioni contenute ma costi non secondari. Così, dall'inizio dell'anno i dipendenti dei piccoli e medi uffici postali devono occuparsi anche delle pulizie dei locali dopo aver chiuso gli sportelli. Il provvedimento riguarda circa 470 uffici postali su 2000.
Lettere e ramazza, quindi. La notizia, pubblicata dal quotidiano svizzero francese «Le Matin», è stata confermata dalla portavoce della Posta, Nathalie Salamin. I postini che lavorano in questi uffici sostituiscono gli addetti che si occupavano delle pulizie da una a tre volte la settimana. La portavoce ha precisato che le pulizie sono effettuate durante il tempo di lavoro abituale. La misura decisa nei mesi scorsi dalla direzione della Posta ha permesso di mantenere i tassi di occupazione del personale negli uffici, che hanno visto una diminuzione del volume di lavoro tradizionale.
Anche Didier Page, portavoce del sindacato di settore Syndicom, ha ammesso che la misura ha permesso di salvaguardare l'occupazione, ma ha aggiunto che molti tra i lavoratori interessati dal provvedimento sono in effetti tutt'altro che soddisfatti. Il "gigante giallo", come viene chiamata in Svizzera la Posta, facendo riferimento al colore caratteristico del marchio della società pubblica, aveva sin qui affidato i lavori di pulizia alla filiale InfraPost, incaricata della manutenzione degli stabili.

http://www.ilsole24ore.com/

martedì 18 gennaio 2011

"SONO IL FARAONE": 50ENNE VIOLENTA BIMBA DI 11 ANNI

"Sono il faraone". Con queste parole e con veri riti propiziatori, un operaio di 50 anni 'giustivicava' le ripetute violenze sessuali ai danni di una bambina che all'epoca dei fatti aveva 11 anni, figlia della compagna (42 anni) che era complice. La sedicente incarnazione del faraone Ramsete e la donna sono stati condannati dal tribunale di Enna rispettivamente a 7 anni e 8 mesi e 8 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata ai danni di una minore di 14 anni. L'uomo ha stuprato la piccola «favorito dalla condizione di essere il compagno della madre». La bimba che a 13 anni è andata in una casa famiglia ha raccontato che l'uomo faceva dei veri e proprio riti propiziatori perchè diceva che lei era «una principessa».

http://www.leggo.it/

Facebook, le app sapranno dove abitate

Dati personali come quelli relativi all'indirizzo e il numero di telefono cellulare saranno rese accessibili alle varie applicazioni presenti sul sito in blu. Gli esperti in sicurezza consigliano di rimuoverle in massa
Roma - Ad annunciarlo è stato un post apparso sul developer blog di Facebook: alcune significative informazioni personali degli utenti verranno rese accessibili con le API dello User Graph Project del sito in blu. In altre parole, dati come quelli relativi ad indirizzi fisici e numeri di telefono cellulare saranno a disposizione delle più svariate applicazioni presenti sul social network.

Facebook ha subito sottolineato come sia stata prevista una specifica finestra di dialogo con l'utente, in cui verranno indicate le particolare richieste di ciascuna delle app. In primis informazioni definite basic, tra cui nomi completi, user ID, liste di contatti. Poi verrà specificata una richiesta d'accesso alle informazioni di contatto, appunto l'indirizzo fisico e il numero di telefono cellulare di un iscritto.

La novità ha messo in allarme la comunità degli esperti in sicurezza informatica. Graham Cluley, analista presso la società specializzata Sophos, ha così messo in guardia 500 milioni di utenti. I dati personali potrebbero più facilmente finire tra le grinfie di app malintenzionate, soprattutto quelle gestite da scammer e affini. Il consiglio è di rimuovere al più presto questa tipologia di informazioni dal sito in blu.Su una cosa ha però insistito Facebook: gli utenti dovranno fornire il proprio esplicito consenso prima che le app possano avere accesso ai dati. C'è chi ha subito sottolineato come la stessa finestra di dialogo non sia particolarmente chiara, con la specifica richiesta messa in fondo e dunque non immediatamente visibile a quegli utenti più superficiali. Il rischio è che questi procedano all'autorizzazione per la fretta di piantare zucchine con Farmville.


http://punto-informatico.it/

domenica 16 gennaio 2011

Autista di autobus licenziato, aveva investito un pupazzo di neve

Un autista di pullman ha perso il lavoro - non è chiaro se sia stato licenziato e se si sia dimesso - dopo aver investito un pupazzo di neve.
Un video, pubblicato su YouTube e risalente all'inizio di dicembre (subito dopo una tempesta di neve verificatasi in zona), mostra il pupazzo nel mezzo della strada all'interno del campus dell'Università dell'Illinois: è certamente stato piazzato lì dagli stessi che hanno eseguito le riprese, con ogni probabilità studenti.
Prima arriva un'auto, che rallenta e aggira il pupazzo. Poi, dalla direzione opposta, arriva l'autobus che sterza appositamente per investire l'ostacolo, entrando nella corsia opposta.

Dopo l'apparizione del video online l'autista, la cui identità non è stata resa nota, ha lasciato il lavoro ma il responsabile dei trasporti locali non ha voluto commentare la vicenda.

http://www.zeusnews.it/

Russia - Sembra l’epilogo di uno spaventoso e drammatico film, ma invece è tutto drammaticamente vero. Una ragazza di appena 25 anni è morta in Russia mentre i genitori stavano compiendo sul suo corpo un rito esorcista. L'episodio è avvenuto a Voronezh, dove la ragazza si era recata per incontrare la famiglia e festeggiare il Natale. I genitori, convinti che la figlia fosse posseduta dal demonio dal quale doveva essere liberata tramite un rito già da tempo premeditato, l’hanno prima costretta a bere litri di acqua santa e poi hanno incominciato a saltare ripetutamente sul suo corpo. Volevano far uscire il demonio dalla sua anima ma hanno finito per ucciderla. Inutile la chiamata ai soccorsi da parte della figlia minore che ha assistito a tutta la scena. La sorella all'arrivo dei soccorritori era già morta. Sui genitori, che ora si trovano in stato di fermo, sono state disposte delle perizie psichiatriche.

Russia - Sembra l’epilogo di uno spaventoso e drammatico film, ma invece è tutto drammaticamente vero. Una ragazza di appena 25 anni è morta in Russia mentre i genitori stavano compiendo sul suo corpo un rito esorcista. L'episodio è avvenuto a Voronezh, dove la ragazza si era recata per incontrare la famiglia e festeggiare il Natale. I genitori, convinti che la figlia fosse posseduta dal demonio dal quale doveva essere liberata tramite un rito già da tempo premeditato, l’hanno prima costretta a bere litri di acqua santa e poi hanno incominciato a saltare ripetutamente sul suo corpo. Volevano far uscire il demonio dalla sua anima ma hanno finito per ucciderla. Inutile la chiamata ai soccorsi da parte della figlia minore che ha assistito a tutta la scena. La sorella all'arrivo dei soccorritori era già morta. Sui genitori, che ora si trovano in stato di fermo, sono state disposte delle perizie psichiatriche.

http://www.voceditalia.it

sabato 15 gennaio 2011

Fondata chiesa per cani

Il Daytona Beach News-Journal riferisce che è stata recentemente fondata a Orlando, Florida, una chiesa per cani. I servizi domenicali alla cappella “Hymns & Hounds” sono, secondo il Reverendo Dee Renda, aperti a animali di “tutte le confessioni” e ai loro padroni. In un recente sermone, Renda ha paragonato l’adozione di un cane dal canile alla redenzione cristiana: “Vai a salvare un cane e lo porti in famiglia, così Gesù ci salva e ci porta nella sua famiglia”. (Fonte)

http://www.essentialnews.net/

Passeggeri, scendete dall’aereo!

Subito prima del decollo alcuni passeggeri si sono sentiti rivolgere uno strano invito…

Passeggeri, scendete dall’aereo!

Voli low cost, delizia e dolori: non è la prima volta che i passeggeri di uno dei cosiddetti voli a basso costo si trovano coinvolti in spiacevoli disavventure. Qualche giorno fa un gruppo di inglesi che si voleva recare in Svizzera a passare qualche giorno in relax sulle nevi e sui campi da sci si è trovato minacciato, sequestrato e nel miglior dei casi senza bagaglio per tutta la vacanza. Da un gruppo di terroristi? No, dal comandante del volo che avevano avuto la sfortuna di scegliere, il EZY 1496 della EasyJet, partenza da Birmingham e arrivo previsto a Ginevra.

E' successo che dopo una buona mezz'ora di attesa, in ritardo rispetto all'orario di partenza previsto, sulla pista, hanno sentito la voce del comandante che annunciava: "Cattive notizie". Sì, ma quanto cattive?
"Abbiamo fatto un errore" avverte il pilota, "abbiamo caricato 10 tonnellate di benzina di troppo e adesso in queste condizioni non è possibile volare. Così dobbiamo chiedere gentilmente a 37 di voi passeggeri di scendere dall'aereo". A ognuno dei passeggeri che accettava l'offerta, venivano offerte 100 sterline e una stanza in albergo, con la promessa di partire l'indomani. Il fatto è che il pilota, pressato dai passeggeri, ha dovuto ammettere che in realtà l'indomani non c'era alcuna garanzia di poter partire alla volta di Ginevra. Sei o sette passeggeri accettano di scendere. E quelli mancanti?

Un'altra geniale trovata di questo diabolico comandante: sarebbero scesi gli ultimi 20 che avevano fatto il check in. Be', nessuno degli ultimi 20 vuole saperne di scendere e allora? Ecco la minaccia: ci sono tre poliziotti, fa sapere il comandante, a terra, pronti ad arrestarvi se non scenderete. E anche subito. Terrore. Mollati a terra gli "ingombranti 37", l'aereo può finalmente partire e giungere a Ginevra.
Tutto a posto, almeno per loro? Non esattamente. L'aereo comunque pesava ancora troppo e i sagaci impiegati della EasyJet hanno pensato bene di lasciare a terra tutti i bagagli.
Terrore, anche per i giunti a destinazione. Una signora che viaggiava con alcuni nipotini ha raccontato che la compagnia ha fatto arrivare i bagagli dopo ben cinque giorni, peccato che la loro vacanza durasse solo sei giorni: si erano dovuti comprare di tutto, compresi scarponi e moonboot da neve. Ma niente paura: EasyJet ha promesso un rimborso di 25 (!) sterline per ogni giorno passato senza bagagli… per fortuna, i responsabili di EasyJet hanno annunciato severe indagini sulla faccenda promettendo punizioni e risarcimenti adeguati.

Ma intanto la domanda che tutti si fanno è: non si poteva scaricare un po' di quella benzina in eccesso invece di cacciare i passeggeri giù dall'aereo? In realtà, il giusto quantitativo di carburante viene calcolato dopo aver calcolato il peso raggiunto dai passeggeri presenti a bordo e dal relativo bagaglio. Ma in effetti non si è soliti tirare via il carburante in eccesso in casi come questi: non è consigliato mischiare carburante fresco con carburante già caricato su un velivolo, per paura di problemi di contaminazione del carburante che possono causare guai seri. Inoltre all'aeroporto non sempre è disponibile immediatamente un camion vuoto in grado di ricevere indietro il carburante. In passato, sono successi casi di aeroplani che hanno bruciato il loro carburante in eccesso durante il volo. La scelta della quantità di carburante da imbarcare per un volo non è mai la stessa da un’equipaggio all’altro, c'è un minimo legale poi, secondo di quanto richiede la compagnia visto che i prezzi del carburante sono diversi di nazione in nazione, si fa benzina sufficiente per non spendere troppi soldi. L’aeroplano ha bisogno di un carburante minimo legale per andare da A a B; tutto quello che si decide di caricare in più aumenta il peso dell’aeroplano e di conseguenza anche i consumi, e quindi i costi. Ecco perché la compagnia chiede di utilizzare la testa e di caricare il carburante necessario per stare tranquilli, utilizzando però il buon senso.

http://it.viaggi.yahoo.com

UNA PINTA DI BIRRA FA PERDERE PESO E CONTRASTA IL DIABETE

Una pinta di birra al giorno per perdere peso, contrastare il diabete e tenere a bada la pressione. A sorpresa uno studio spagnolo dell'ateneo di Barcellona riabilita le 'biondè, svelando come, se non si alza troppo il gomito, la regina dei drink estivi si trasforma in un vero e proprio toccasana per la salute. Più volte finita sul banco degli imputati per il suo contributo al progressivo lievitar di girovita, la birra può addirittura rivelarsi un alleato della dieta, aiutando le persone a perder peso. Tutto merito del contenuto di acido folico, vitamine, ferro e calcio, che, stando allo studio spagnolo, fanno della 'biondà un insospettabile, almeno fino ad oggi, scudo per il sistema cardiovascolare. Tanto più valido considerando che tra i drink la birra vanta un contenuto alcolico tra i più innocui. Lo studio, che non a caso sta rimbalzando sulle principali testate del Regno Unito dove la birra al pub è un vero e proprio 'must', è stato condotto su 1.249 uomini e donne sopra i 57 anni d'età. Accompagnare la dieta mediterranea con una pinta di birra, hanno dunque rilevato a sorpresa Ramon Estruch e Rosa Lamuela, aiuta a perder peso e produce effetti benefici per la salute, simili a quelli già attribuiti in passato al consumo moderato di vino. Risultati «che sfatano un mito - spiega Lamuela - generato dal fatto che, soprattutto i britannici, consumano la birra in grosse quantità, accompagnandola il più delle volte a una montagna di patatine fritte e scarso movimento». Ma una pinta al giorno, invece, contiene circa 200 calorie, l'equivalente di un cappuccino con latte intero. E mandandola giù si assumono, tra le altre cose, vitamine e acido folico, a tutto vantaggio del palato e della salute. Oltre all'università di Barcellona, allo studio hanno preso parte l'istituto di salute di Madrid e l'ospedale Clinic di Barcellona.

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